Comunicazione e marketing al tempo del Covid-19: i dubbi, e qualche buona pratica da attivare subito.

Una bambina nella sua cameretta, vestita con body e calze color perla, segue la sua lezione di danza guardando il monitor del computer, mimando i gesti della maestra.

Davanti alla monumentale scalinata di piazza di Spagna, vuota come mai, passa solitario un rider con la borsa sulle spalle, per la consegna del cibo a casa.

Un papà lavora ai progetti aziendali nella stanza di sua figlia, accanto a lei. Lui con il portatile appoggiato su uno scaffale; lei svolge i compiti con l’iPad.

Le persone, ognuna per le proprie attività, desideri e abitudini precedenti alla pandemia e al lockdown, reagisce eliminando (giocoforza) alcune attività e progetti, o trasformando il modo di viverle, di consumarle. Per lo più, attraverso gli strumenti digitali.

Come cambia la comunicazione e il marketing per le aziende?

L’emergenza sanitaria rimane a oggi il problema principale da risolvere. Ma anche in questo contesto, gli imprenditori, le aziende piccole o grandi che siano, devono e vogliono cercare di continuare a rispondere alle richieste del mercato (persone, famiglie, altre aziende) o prepararsi al momento in cui potranno tornare a produrre e distribuire i propri servizi e prodotti.

Chi si occupa di comunicazione o marketing per la propria azienda, per la propria attività non può non essere carico di dubbi e domande: come devo cambiare la mia comunicazione in questa fase? Devo comunicare o è meglio restare in silenzio in questo momento di crisi? E se si come? E se in questo momento non posso vendere i miei prodotti?

A queste domande ho provato a dare la mia risposta. Senza la pretesa di poter risolvere i problemi con una bacchetta magica. Stiamo attraversando una metamorfosi iniziata tempo fa, che la pandemia da Coronavirus sta probabilmente accelerando. Non esistono risposte dal passato da applicare a un futuro nuovo. Ma da almeno vent’anni esistono buone pratiche e principi che ci possono guidare in questa fase ricca di dubbi e ombre.

Di’ “ci sono”

Cosa fai quando sai che una persona che frequenti spesso (che sia tua amica o meno) non sta attraversando un buon periodo?
La chiami. Ti fai sentire. Le dici che ci sei.

Potresti pensare che sono “solo” clienti, spettatori dei miei messaggi, consumatori dei miei prodotti o servizi, non “amici”.
Questa visione del cliente, appartiene ormai a un’altra era geologica.
I mercati sono conversazioni, da sempre.
Dallo sviluppo di internet a maggior ragione: non esistono più barriere geografiche o gerarchiche di accesso alla conversazione. I consumatori dei beni che vendi, sono persone che conversano con te, comprando, scrivendoti via e-mail, mettendo un like o un commento alle tue comunicazioni sui social media.

Non puoi vendere in questo momento perché la pandemia ha bloccato il tuo mercato? (Hotel, ristoranti, trasporti…). Le persone continuano e sperare di tornare a viaggiare, di poter essere ospiti accolti nel tuo hotel, nel tuo ristorante o nel territorio. E un giorno lo faranno.

Scrivigli, fai dei video, trova il tuo modo per raccontare loro perché un giorno dovranno tornare a vivere l’esperienza nel tuo albergo, nel tuo ristorante, nel territorio che li accoglierà.


“Ci sono” – Azioni da compiere:

  • Attivati con l’email marketing, ridefinisci i contenuti dei tuoi social media: scrivi delle email al tuo pubblico, digli che ci sei, come puoi aiutarli a attraversare questo periodo, o offrirgli una prospettiva per quando tutto sarà finito.
  • Il tuo website non è stato aggiornato dall’inizio della pandemia? Fallo subito, non rischiare di farti percepire in un universo diverso dal quale si trovano ora i tuoi potenziali clienti.

Un esempio? Leggi la lettera scritta da Amoroso Viaggi ai suoi clienti dalla sua pagina di Facebook.

Dal 1952, anno in cui Don Antonio Amoroso aprì per la prima volta la porta dell'agenzia, ogni giorno ci siamo presi cura…

Pubblicato da Amoroso Viaggi su Giovedì 12 marzo 2020

Dillo con empatia

Comunica con gli altri come vorresti gli altri comunicassero a te.

Stiamo tutti vivendo e attraversando una situazione enorme che ci porta a dover riconsiderare tutto della nostra vita. Il lavoro, gli amici, la famiglia.
Chi di noi non sta contando i giorni dall’ultimo contatto potenzialmente pericoloso?
Chi di noi non si preoccupa a distanza per amici o parenti che contagiati?
Ora più che mai è necessario cercare di entrare in empatia con le persone a cui vogliamo parlare, e calibrare il tono con cui ci proponiamo.

Come?
Mai come ora, chi fa comunicazione si trova a vivere sulla propria pelle le stesse ansie, speranze, gioie, dolori e esperienze dei destinatari della propria comunicazione.

In una situazione normale, sarebbe opportuno fare ricerca, affidarsi a ricerche, statistiche e report per farci guidare nel capire quale è lo stato d’animo delle persona a cui vogliamo rivolgerci con la nostra comunicazione (commerciale o non).

Ma in questo momento viviamo in un ecosistema emotivo condiviso. La vera risposta possiamo trovarla ascoltando noi stessi, usando la nostra umanità.
Ascoltiamo le nostre speranze e paure, guardiamo come i nostri comportamenti sono mutati nelle ultime settimane. Troveremo la risposta migliore.


Dillo con empatia – Azioni da compiere:

  • Scrivi usando parole misurate e comprensive. Parla con i tuoi clienti per cercare di capire come sono cambiati i bisogni e i comportamenti.
  • Se avevi già programmato attività pubblicitarie per questo periodo, valuta se fermarle: ripensale avendo il nuovo contesto presente.

Un esempio? Barilla sta facendo un lavoro pazzesco in questo periodo, in termini di empatia e creazione di un strategia di creazione di contenuti calati sulle esigenze e emozioni dei consumatori.

A nome di tutti i lavoratori del Gruppo Barilla diciamo GRAZIE ♥️ a voi che non vi siete mai fermati. Lo facciamo con…

Pubblicato da Barilla su Venerdì 20 marzo 2020

Dillo, avendo pensato a una strategia

Che tu lo abbia già fatto o no, è il momento di (ri)disegnare la strategia della tua impresa, di capire qual è il posizionamento e come comunicarlo.

Come migliori la vita dei tuoi clienti? Quale è il problema concreto che il tuo prodotto, i tuoi servizi, risolvono? Oltre a un problema concreto, il tuo lavoro risolve anche un desiderio “emotivo”? A quale segmento di persone risolvi il problema? In che modo sei diverso rispetto ai tuoi competitor?

Sii strategico, cercando di capire come comportarti in almeno due fasi: come potrai aiutare le persona a cui ti rivolgi, a risolvere i loro problemi quando l’emergenza sarà finita? Come invece puoi risolverli ora?

Un consiglio? Il principio da cui partire è l’ascolto.
Capire i destinatari della nostra comunicazione, capire come stanno, cosa sentono, cosa desiderano, cosa hanno fatto prima di ora, come si sentono, come si vogliono sentire. Capire la loro storia, capire quale è la tua storia.

Quando hai capito questo, si stratta solo di costruire il ponte che unisce la tua storia alla loro storia. La tua impresa al loro bisogno.


Dillo con strategia – Azioni da compiere

Trova e scrivi le risposte a queste domande:

Come migliori la vita dei tuoi clienti?

  • Quale è il problema concreto che il tuo prodotto, i tuoi servizi, risolvono?
  • Oltre a un problema concreto, il tuo lavoro risolve anche un desiderio “emotivo”?
  • A quale segmento di persone risolvi il problema? In che modo sei diverso rispetto ai tuoi competitor?

Vuoi aggiungere una tua considerazione? Mandami un commento qui sotto.

La tua attività, impresa, o agenzia di comunicazione ha bisogno di un aiuto per definire una strategia di comunicazione? Ti aiuto volentieri.

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4 Commenti

Monica Aprile 8, 2020 Rispondi

Ciao Davide mi hai stregata… Bellissimo progetto mi piace molto, è un po’ per come sono io: l’ ascolto, il comunicare con le clienti.. Sai, ci penso e ci risentiamo

davide rapetti Aprile 8, 2020 Rispondi

Quando vuoi cara!

Daniela Aprile 8, 2020 Rispondi

Sempre detto che sei in gamba.
Poche indicazioni, semplici, essenziali, umane.
Grazie davide e auguri di cuore per tutto

Davide Rapetti Aprile 8, 2020 Rispondi

Grazie Daniela! Spero che stia andando quanto meglio possibile.
Un abbraccio.

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